L’Aurora Milano: «Senza Luca stiamo a casa». Negata la deroga al compagno con autismo, la squadra di calcio si ritira

L’Aurora Milano si è qualificata alla fase regionale del campionato di calcio under 10 del Csi. Ma ha deciso che non parteciperà. Più dei gol e delle difese avversarie i ragazzini allenati da Luca Morcone si sono arresi alla burocrazia. Sperimentando sin dall’età scolare la potenza di un «mostro» che non vede altro che i pezzi di carta che l’alimentano.
La storia è breve. E triste. Ma ha un retrogusto che dall’amaro torna al dolce. Il torneo provinciale ha visto i ragazzini dell’Aurora secondi in campionato e qualificati per la fase regionale (occhio, siamo, saremmo sempre in una fase evolutiva e nel mondo non si parla di classifiche e di risultati… ma siamo uomini di mondo…). La squadra festeggia e si prepara. Anche Luca, chiamiamolo come il suo allenatore. Lui ha giocato sempre, anche se ha dovuto chiedere una deroga perché è autistico (ha una neurodivergenza).
«Ma è parte integrante del nostro gruppo da tre anni — dice il suo coach —, ha partecipato attivamente al percorso che ci ha portato alle finali, nel pieno rispetto delle regole». Peccato che le regole siano scritte dagli uomini, che a volte le trattano come le tavole che Mosè portò a valle dal Sinai. Gli uomini, invece, sbagliano. In questo caso c’è una difformità regolamentare tra la fase provinciale e quella regionale/nazionale: una deroga emessa da un Comitato Csi locale non è valida a livello Regionale recita un comma.
Luca non può giocare a calcio con i suoi amici, nella squadra con cui mangia la pizza e va in trasferta. E si diverte. Ma, allora, se non può giocare lui non gioca la squadra tutta. Il bravo Luca, il coach, ha parlato con società e genitori: se non ci siamo tutti non va nessuno, faremo altro. E tutti compatti han detto sì.
Questo è quel retrogusto che piace: la piccola squadra di ragazzini e genitori che segna un gol contro la cecità di chi non cerca soluzioni perché «questa è una competizione…». La squadra si chiama Aurora, dal momento della giornata in cui la prima luce del sole rimbalza sull’atmosfera cancellando le tenebre. Mai nome fu più azzeccato per raccontare la sfida e il gol di questa squadra, che lascia la «competizione» a chi — almeno in questo caso — dimostra di non aver capito che cosa vuol dire davvero fare Csi, fare la differenza.
La notizia è stata ripresa dalle pagine locali del Corriere della Sera e dal TG3 regione
